Una giornata particolare

Oltre 300 giorni sono passati dagli ultimi respiri affannosi mischiati a fango ed erba uditi dagli spalti,  dagli ultimi cori gridati a squarciagola a ridosso del terreno verde. Un lasso di tempo infinito, “corredato” da silenzi assordanti, impegni istituzionali e risoluzioni all”italiana”. Negli ultimi mesi lo stadio a Terracina è stato questione per pochi intimi: atleti, addetti ai lavori, qualche imbucato e forze dell’ordine. Un “salotto buono” privo di citazione letterarie, un palcoscenico senza attori.

bambini terracina 2Da Terracina Fondi a Terracina-Fondi. Il cammino lento, tortuoso e irto di ostacoli (burocratici e amministrativi) ha portato alla riapertura del “Mario Colavolpe” una stagione dopo, con protagonisti diversi, risultati sportivi drammatici e la solita passione del pubblico rimasta intatta, ma anzi, rafforzata dalle sciagure sportive in cui è caduto il club.

Allo spettrale clima di austerità calcistica vissuto per un girone e mezzo, domenica ha fatto da contraltare la gioia e l’innocenza di decine di bambini sparpagliati sui gradoni dell’impianto. Alcuni alternavano incitamenti alla squadra rincorrendo un pallone in un campetto allestito in modo rudimentale alle spalle della tribuna, altri, invece, ammiravano in silenzio uno spettacolo ormai sconosciuto. L’empatia tra quei colori e la comunità terracinese (troppo a lungo negata da fattori “esterni) resta negli occhi con quel frammento finale dello scorso campionato, con le corse a perdifiato di un intero popolo verso il rettangolo verde.  Dietro una collinetta inseguendo il sogno.

Le carenze strutturali restano, come la sospensiva del prefetto che ha “concesso” l’apertura dello stadio con riserve; un segnale di apertura rivolto alla città e alla società, da recepire  e custodire gelosamente. Il Terracina ha perso la decima partita delle ultime tredici disputate, occupa la sedicesima posizione della graduatoria e rischia in modo concreto la retrocessione diretta. Contro L’Unicusano Fondi l’orgoglio e la spinta del pubblico non sono bastati, ma hanno contribuito a rendere una gara senza storia una battaglia di agonismo e nervi.

Bambini terracinaDomenica, però, il pallone rotolava sia dentro che fuori il prato verde. Svettava alto e lambiva il cielo o sfiorava il manto erboso. Era seguito da centinaia di occhi. Grandi e piccoli, esperti ed ingenui. Un piccolo successo è stato unirli, renderli partecipi di sofferenze infinite ed emozioni effimere.

Perché, mai come oggi,  il momento delicato chiama le generazioni a stringersi attorno al Terracina calcio. Senza distinzioni di nessun tipo. E con tutta l’anima, riflessa – ieri come oggi –  in quegli occhi tutti tremendamente simili.

Una giornata particolareultima modifica: 2015-01-26T21:51:00+00:00da rafabenitez89
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento